C.R.E.D. Centro Risorse Educative e Didattiche



Educazione familiare e supporto alla genitorialità

Attività: Genitorialità 3-18



Laboratorio "M′Incanto" presso la Biblioteca Comunale "G. Gronchi" di Pontedera.

Laboratorio “M’Incanto”

presso la Biblioteca “Gronchi” di Pontedera

8 incontri così suddivisi: 3 incontri per la fascia 0-3 anni, 2 incontri per la fascia 3-6 anni e 2 incontri rivolti ai papà


Perché ci rivolgiamo nello specifico alla fascia 0/3? Il feto sviluppa molto precocemente la capacità di ascoltare, di riconoscere e memorizzare le voci e i suoni. Già durante la gravidanza, attraverso la voce, il canto e la musica, è possibile favorire una comunicazione tra la madre e il bambino. Gli studi di neuroscienze stanno indicando che il suono, vocale o strumentale, svolge un ruolo importante per lo sviluppo neurologico. La componente prosodica della voce materna (cioè la parte ritmica e melodica) è quindi da considerare una vera e propria forma di contatto emozionale, una forma di abbraccio non corporeo.
Perché ci rivolgiamo nello specifico alla fascia 3/6? Perché a quest’età, a partire da quest’età spesso i genitori e la scuola, l’ambiente di adulti che il bambino frequenta, comincia a potenziare la funzione comunicativa del linguaggio a discredito della sua forma poetica, della sua forma viva. E’ invece fondamentale per far crescere una vera appropriatezza del linguaggio e arricchirlo e consolidarlo nel suo lato di espressività, e per mantenere viva la sensibilità ai suoni, inducendo un arricchimento anche del patrimonio sonoro e della capacità di ascolto, che i bambini siano continuamente circondati da bei suoni e belle parole. Nella musica il suono è ricco e vario, nel racconto le parole sono ricche e varie.  L’ascolto di musica dal vivo e il racconto di storie assolvono in pieno a questo ruolo di poeticizzazione del linguaggio, contro la stereotipizzazione del linguaggio comune.
Parliamo e cantiamo a un neonato perché si fidi di noi e entri nel mondo con fiducia. Continuiamo a parlargli a cantargli perché possa crescere nel calore delle nostre parole. Parlare coi nostri figli è non negargli ciò di cui hanno bisogno per diventare esseri umani felici di esserlo.
Quando affermiamo che la scienza è unanime nel considerare che è l’ambiente in cui un bambino cresce a determinarne il carattere oltre allo sviluppo delle sue competenze, diciamo una verità. Nessuno potrebbe contestare una verità tanto reale come questa che sta sotto gli occhi di tutti ed è nell’esperienza di tutti. In tal senso, l’ambiente familiare rappresenta lo spazio nel quale il bambino farà esperienze che saranno di fondamentale importanza per il suo sviluppo cognitivo e affettivo.
Partendo da tale prospettiva, il progetto si pone come obiettivo generale, quello di sostenere le famiglie nelle loro funzioni educative.
Intendiamo per sostegno alla genitorialità tutte le attività che abbiano come scopo la riflessione e lo stimolo del ruolo educativo dei genitori. In quanto artiste della musica e della parola, stiamo lavorando affinché la parola poetica, in senso lato, intesa anche come racconto, e la musica, in tutte le sue forme, possano diventare uno strumento mediatore nella relazione genitori e figli. L’arte come strumento di relazione dunque, una relazione che si esprime sempre attraverso uno specifico linguaggio, musica e racconto, linguaggio che ha le sue regole che sono regole estetiche e quindi esprimono al grado più alto il nostro rapporto con la bellezza.
Pensiamo che l’arte in generale sia uno strumento ottimo per l’educazione dei bambini. Da sempre e in tutte le culture i bambini sono stati educati all’arte della parola attraverso il racconto e la narrazione delle storie da parte di un adulto che così facendo comunicava loro anche valori, tradizioni, idee, a volte anche domande, a volte dava risposte sulle domande fondamentali dell’esistenza, sulla creazione del mondo, suggeriva soluzioni a nodi psichici, paure, difficoltà. Pensiamo che il percorso sulla parola e sull’educazione alla parola parlata e ascoltata non possa farsi staccato da un approccio anche musicale. Prima di essere significato o immagine la parola è musica. La musica è uno strumento di educazione all’ascolto e alla relazione tanto quanto il racconto di storie. I Pomeriggi con mamma e papà vorrebbero essere intesi non semplicemente come un momento di intrattenimento ma piuttosto come spunto per i genitori affinché introducano, nei riti e ritmi del loro quotidiano, pratiche di giochi musicali e letture ad alta voce con i loro figli.
La consuetudine alle storie passa attraverso una prassi di racconto o di lettura ad alta voce da parte di un adulto, la consuetudine alla musica passa attraverso una libera sperimentazione fatta con oggetti che finiscono, sottoposti alla manipolazione intelligente dei bambini, per produrre suoni.
Nell′abitudine all′ascolto di storie ci sono tutti i presupposti per una buona educazione al linguaggio e quindi all′espressione di sé. L′educazione all′ascolto è anche una delle prerogative per il consolidamento di relazioni efficaci e non violente.
La musica è gioco nel senso purissimo del termine, un′attività che introduce al piacere di esprimersi e di sperimentare le proprie capacità ma anche di fare esperienze di ascolto di musica dal vivo.

Il progetto
Si tratta di un progetto che in forma di laboratorio vuole offrire alle famiglie un’occasione per condividere pratiche artistiche alla portata di tutti. Sia la lettura ad alta voce, così come il racconto e la musica sono strumenti di educazione, sono strumenti per creare bellezza e benessere. Questo progetto è un invito a rapportarsi alle belle parole e ai suoni che incantano per favorire non solo la relazione genitori e figli ma per consolidarla in una pratica che fa della bellezza il suo criterio di adeguatezza. Un′educazione all′ascolto passa anche attraverso l′azione del leggere a voce alta del suonare, del cantare e del racconto, una prassi che apre a una grande quantità di relazioni complesse; se tu leggi, canti, suoni o racconti per me io imparo a ascoltare, se tu leggi, canti, suoni o racconti per me quando io ancora non so parlare io comincio a entrare nel linguaggio attraverso l′immediatezza dei suoni e la musica delle emozioni, se tu leggi, canti, suoni o racconti per me io imparo a conoscerti, se tu leggi, canti, suoni o racconti per me io "ti sento", se tu leggi, canti, suoni o racconti per me io ti ascolto e so di esistere per te.

Obiettivo: sensibilizzare e sostenere i genitori a una buona relazione coi propri figli attraverso l’arte della parola e l’arte musicale intese come pratiche di benessere.
Finalità primarie: benessere, consolidamento della relazione genitoriale
Finalità secondarie: competenza linguistica e musicale, scoperta e arricchimento del linguaggio, capacità di pensiero
Finalità derivate: minor abbandono scolastico e maggiore riuscita scolastica, migliore comprensione delle proprie capacità in divenire, maggiore forza di autodeterminazione.

Metodologie e attività
Musica eseguita dal vivo, canto e racconto di storie col supporto di un teatrino portatile e di immagini, quest’anno daremo molto spazio alla musica e alle storie musicate. Esplorazione di materiali e semplici strumenti musicali.

Numero partecipanti   
Per garantire una buona riuscita del progetto è necessario che il gruppo non superi il numero di 15 bambini accompagnati da un genitore, per un totale di 30 presenze, alle quali si aggiungono gli insegnanti/ educatori. Se necessario possono essere valutate anche altre soluzione concordandole preventivamente con gli operatori.

È necessaria la prenotazione, che sarà gestita direttamente dalla Biblioteca Comunale.


Tempi

Incontri rivolti alla fascia 0-3:
9 dicembre 2017, ore 17.00-19.00
13 gennaio 2018, ore 17.00-19.00
17 febbraio 2018, ore 17.00-19.00

Incontri rivolti alla fascia 3-6:
16 dicembre 2017, ore 17.00-19.00
27 gennaio 2018, ore 17.00-19.00
10 febbraio 2018, ore 17.00-19.00

Incontri rivolti ai papà della fascia 0-6:
10 marzo 2018, ore 10.00-12.00
17 marzo 2018, ore 10.00-12.00


Esperti:
Cristina Menozzi, musicista referente regionale progetto Nati per la Musica Toscana.
Silvia Rubes, attrice, formatrice teatrale e drammaturga.



Aggiornato al 05/10/2017



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